Il Generale Yue Fei

Yue Fei (si pronuncia Iüé Féi) è uno dei più celebri generali cinesi. Nato alla fine della dinastia dei Song Settentrionali, Yue Fei (1103-1142) era famoso non solo per i suoi successi militari ma anche per i suoi elevati standard etici. Nella tradizione cinese, Yue Fei è un intramontabile simbolo di lealtà, come tramandato da antiche biografie che raccontano la sua storia e da un tempio dedicato alla sua memoria.

Quando Yue Fei divenne maggiorenne, la Cina fu invasa a nord dagli Jurchen e la corte imperiale aveva un bisogno disperato di guerrieri capaci. Yue Fei dovette affrontare un dilemma: da un lato voleva combattere gli invasori e difendere il suo Paese; ma dall’altro voleva anche restare e prendersi cura dell’anziana madre. Combattuto tra le due virtù cinesi della lealtà e della devozione filiale, egli non sapeva che fare.

Per incoraggiarlo, sua madre gli chiese di togliersi la camicia. Ella poi tatuò sulla schiena del figlio quattro caratteri cinesi: jing zhong bao guo – «Servi il Paese lealmente». Ora Yue Fei poteva onorare sia il desiderio di sua madre sia il suo servizio al Paese e quindi partì per la battaglia.

Nel 1127 gli Jurchen attaccarono Kaifeng, la capitale dei Song Settentrionali, facendo prigioniero l’imperatore, suo padre e centinaia di funzionari di palazzo. Il fratello minore dell’imperatore fuggì, attraversò il Fiume Yangtze e fondò il governo dei Song Meridionali.

Sebbene le forze Song fossero in ritirata, Yue Fei non fu sconfitto in battaglia e divenne un simbolo nazionale di speranza durante i tempi difficili. Una volta, con soli 500 uomini, egli sconfisse 100.000 soldati Jurchen, costringendoli alla fuga.

Oltre che per il suo coraggio e la sua abilità militare, Yue Fei era famoso per la protezione dei civili e per la cura che aveva dei soldati fuori dal campo di battaglia. Egli era severo coi suoi soldati e proibiva loro di approfittare della gente comune nelle città che attraversavano.

Molti anni dopo la fondazione della nuova dinastia dei Song Meridionali, Yue Fei fu inviato a reprimere un’insurrezione. Egli lo fece ma, dopo che la ribellione fu domata, l’imperatore dei Song Meridionali gli ordinò di uccidere tutti gli abitanti della città. Yue Fei esitò, supplicandolo ripetutamente di risparmiare le vite dei comuni cittadini. Alla fine, egli convinse l’imperatore a giustiziare solo coloro che avevano istigato la rivolta. Gli abitanti della città ringraziarono Yue Fei e l’imperatore gli regalò uno stendardo su cui era scritto, «La più alta lealtà di Yue Fei», celebrando così la sua devozione al benessere della gente e, allo stesso tempo, del trono.

Yue Fei si occupava molto anche dei suoi uomini. Quando si ammalavano, egli somministrava loro personalmente le medicine. Se morivano in battaglia, egli si prendeva cura delle famiglie. Quando riceveva ricompense dalla corte imperiale, egli divideva le ricchezze con i suoi soldati.

Ma i successi di Yue Fei suscitarono la gelosia di molti funzionari vicini all’imperatore, che lo convinsero a credere che lontano dalla capitale Yue Fei avrebbe potuto diventare troppo potente e pericoloso. Yue Fei fu così costretto a tornare a palazzo, lasciando i territori che egli aveva protetto dalla riconquista degli eserciti nemici. Si dice che Yue Fei abbia così commentato: «Dieci anni di fatiche distrutti in un attimo».

Sfortunatamente i guai del generale non terminarono col suo ritorno al palazzo. Yue Fei fu spogliato del suo potere e, un anno più tardi, un magistrato di nome Qin Hui lo condannò a morte con accuse inventate. Yue Fei aveva 39 anni.

La danza di Shen Yun La lealtà di Yue Fei, che racconta la storia della madre di Yue Fei mentre tatua i quattro caratteri sulla schiena del figlio e quella del generale mentre dirige le sue truppe, è da molto tempo una delle preferite dal pubblico.

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